Infrastrutture Italia: ritardo negli investimenti

Infrastrutture e trasporti Italia

Infrastrutture Italia: il nostro Paese è in ritardo e ha una performance inferiore alla media degli altri paesi Europei in tutti i principali indicatori di qualità. In base ai dati più recenti siamo infatti diciannovesimi su 28 nella Ue per “Investimenti e infrastrutture” nel settore dei trasporti, soprattutto per quanto riguarda porti e ferrovie. Il trasporto con l’automobile rimane quello privilegiato (80% degli spostamenti), mentre l’utilizzo dei treni, della metro ma anche degli autobus è al di sotto della media europea.

Le infrastrutture in Italia sono obsolete, le reti alquanto inefficienti, le strutture poco sicure e i processi delle amministrazioni pubbliche sono lunghi e complessi. In poche parole una crisi del trasporto sostenibile.

Fonte: Commissione Europea

Inoltre gli investimenti sono fermi, secondo Repubblica, analizzando l’utlimo rapporto di Ref Richerche, c’è un gap infrastrutturale di 70 miliardi di euro. Il rapporto calcola che in 10 anni in Italia la variazione dello stock di capitale pubblico è stata negativa: il recupero costerebbe 57 miliardi all’anno di investimenti.

Si chiede lo sblocco di 60 miliardi per le infrastrutture: Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, che ha rilasciato un’intervista a Repubblica ha affermato che: “Serve avviare le opere, creare occupazione, collegare territori, includere persone – spiega -. E’ la grande priorità del paese da affrontare con un cronoprogramma chiaro e snellendo le procedure. Basta con i templi biblici per aprire i cantieri”. “Chiediamo – ha aggiunto – una grande operazione anticiclica infrastrutturale che vale 60 miliardi di risorse, tutte già stanziate”.

Infrastrutture e trasporti Italia: lo stato di rischio e l’urgenza

Il crollo del viadotto lungo la Savona-Torino è “l’ennesima, drammatica fotografia di un’Italia che, sotto il profilo idrogeologico è in pericolo permanente” afferma Andrea Pasa, segretario provinciale di Cgil Savona. “La difesa del territorio e le infrastrutture sono fondamentali. Basta parole. Il savonese non ha bisogno di solidarietà, è necessario dare risposte concrete. Strade, autostrade, ospedali, ferrovie, sono vitali per ogni comunità“.

Sono evidenti e necessarie misure infrastrutturali e investimenti pubblici e privati: i lavori nei cantieri vanno sbloccati, le infrastutture sono indispensabili anche per l’Italia. Il nostro territorio, fragile anche dal punto di vista idrogeologico necessita di importantissime attività. “È il momento che la politica nazionale e soprattutto locale e regionale si renda conto degli errori e corra ai ripari” continua Pasa.

Leggi il comunicato su SavonaNews.it – Pasa (Cgil): “Basta parole sulla pelle degli altri, sulle infrastrutture servono risposte concrete”

Il Governo sembra essersi svegliato sotto questo aspetto?

Allo stato attuale le risorse economiche ci sono eccome: stanziate ma sono bloccate, con oltre 74 miliardi di opere stradali e ferroviarie. Cosa le sta bloccando? “Quel che impedisce di trasformarli in opere sono la complessità dell’attività di progettazione dell’opera, la procedura approvativa e di legittimazione, le regole sulla copertura finanziaria e le procedure di affidamento” afferma Rita Paita, membro della commissione trasporti alla Camera, che ha avuto il compito di spiegare le idee di Italia Viva sullo sblocco dei cantieri.

Leggi di più sul SecoloXIX.it – Paita: «Sulle infrastrutture serve semplificare e sbloccare le risorse»

Stefano Boccuccia Amministratore Delegato Costruzioni

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